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LA CRITICA E I SUOI ANTIDOTI

Introduzione

Nella vita a due può capitare che ci siano degli aspetti della vita quotidiana della coppia dei quali non siamo piena mente soddisfatti o, nei casi peggiori, che ci diano particolare fastidio.

Potrebbe sorgere, allora, la necessità di affrontare la questione con il nostro partner.

Nella mia esperienza di marital coach ho notato, con una certa frequenza, che quando si decide di condividere codesta preoccupazione con chi ci vive accanto si cade in una trappola comunicativa di questo tipo: piuttosto che andare dritti al punto, si inizia a descrivere cosa il nostro partner ha fatto di sbagliato.

Quando questo dovesse accadere occorre sapere che la comunicazione è morta ancor prima di nascere e che un modo di relazionarsi così fatto ha un nome ben preciso: critica.

Quando si inizia a far derivare l’origine di una cosa che ci preoccupa da una comportamento o, peggio, da una caratteristica del nostro partner, allora siamo entrati a pieno titolo nella più infida delle paludi: la critica.

Se avremo iniziato una conversazione criticando l’altro/l’altra, allora ci saranno molte probabilità di andarsi a schiantare sugli scogli di un litigio aspro e prolungato.

Diventa, pertanto, importante oltre a cercare di curare l’esordio del modo in cui manifesteremo le nostre preoccupazioni per qualcosa che non ci piace, riconoscere quali sono i segnali dai quali possiamo capire con facilità che, invece di comunicare, stiamo criticando il nostro partner.


Eccone alcuni.



1. L’uso di termini estremi

Un segno inequivocabile che siamo entrati nella palude della critica è l’utilizzo di termini estremi come: sempre, mai, ogni volta. Iniziare una conversazione con frasi del tipo “non mi aiuti mai!”, “sei sempre il solito bugiardo”, non servono ad impostare un canale comunicativo che conduca a migliorare quello che ci fa soffrire, bensì sono una vera e propria dichiarazione di guerra! L’utilizzo di questo linguaggio servirà solo a fa emergere il nostro senso di frustrazione o di forte disappunto e le risposte che otterrà saranno ‘all’altezza’ della provocazione!



2. Domande senza risposta e sovraccarico emotivo

Un altro segnale che abbiamo varcato il confine pacifico della comunicazione e siamo entrati nel campo di guerriglia tipico della critica è l’utilizzo delle domande cui è impossibile rispondere. “Perché non mi hai aiutato?”, “perché ti comporti un questo modo strano?”, “perché non cerchi di essere più ordinato, preciso, puntuale, ecc...?”, sono domande cui non è possibile fornire una risposta e che non faranno altro che aumentare il bisogno di risarcimento psicologico da parte del nostro partner.



3. L’ironia

L’ironia è, forse, l’aspetto più corrosivo della critica. Ironizzare amaramente su difetti del nostro partner che ci fanno soffrire o su nostri desideri che riteniamo non essere stati esauditi avrà l’effetto di condannare la nostra relazione ad essere anaffettiva, con tutte le conseguenze del caso.



4. Sarebbe bello

Si tratta di un modo di rivolgersi al nostro partner molto simile alle ‘domande senza risposta’: “avresti dovuto capirlo”, “avresti dovuto immaginarlo che è una cosa che non mi piace”. Poiché si tratta di frasi proferite normalmente con un tono non alterato esse hanno l’effetto di disorientare il nostro interlocutore e di generare in lui timore, paura di essere giudicato.



5. Pretendere di fare le cose meglio

Si tratta di un comportamento non verbale che consiste nel rifare, con l’assurda pretesa di migliorarle, le cose fatte dal nostro partner. Ad esempio: rimettere la spesa a posto, piegare nuovamente la biancheria messa nei cassetti, parcheggiare la macchina, verificare che la posta sa chiusa bene, … E’ chiaro che la premessa sottaciuta a questi comportamenti distruttivi è che le cose siamo fatte male!



QUAL E’ L’ANTIDOTO?

Nel marital coaching vi insegneranno, con esercitazioni mirate e personalizzate, a rivolgervi al vostro partner in modo gentile andando dritti al punto partendo piuttosto che dall’interlocutore (tu sbagli, tu non fai, ecc) dalle vostre sensazioni.

Liberare l’interlocuzione dal peso della critica, infatti, lascia l’intero spazio della comunicazione a disposizione della possibilità di ricercare soluzioni concrete alle questioni, piccole o grandi del nostro vivere quotidiano.

Anche per questo nel marital coaching, nessuno resta indietro!


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